Un breve riepilogo degli ultimi eventi di cronaca politica può essere utile e dilettevole. Il presidente della Camera dei Deputati, leader indiscusso della terza forza di governo, ha annunziato in pompa magna la propria adesione spirituale alla manifestazione di Vicenza, indetta contro la decisione dell’Esecutivo concernente l’ampliamento della base Nato. Evidente caso di schizofrenia politica. Il sottosegretario all’Economia Paolo Cento intanto, preventivando scontri di piazza, ha già individuato i responsabili nei servizi deviati, quegli stessi servizi che hanno garantito sicurezza al paese grazie alle azioni d’intelligence mirate. Rosy Bindi, per non essere da meno, ha metaforicamente urlato “cuccia!” alla Chiesa, esortando le autorità pontificie a pensare a Dio e non al prossimo, sì da abdicare alla propria funzione sociale se in posizione apertamente anti-ulivista. Poi c’è il fenomeno. No, non parliamo di Ronaldo, ma dell’indiscusso sovrano d’ogni abominio politico, l’onorevole Oliviero Diliberto che, per placare i toni e prendere le distanze dall’estremismo brigatista emerso drammaticamente sotto i riflettori della stampa, ha ribadito il suo personalissimo «schifo» nei confronti del Cavaliere, già etichettato in passato come un nemico fascista da cacciare lontano. (continua)
IN QUESTO NUMERO:
- Pag.1: Editoriale – Le solite quarantotto ore (G.Lombardo).
- Pag.2: Indice – La Redazione.
- Pag.3: Esteri – La chiave liberaldemocratica (S. Bressan), Il Caimano francese (F. Sciotto).
- Pag.4: Esteri – Conservatori alla prova – parte 1^ (A. Scalari).
- Pag.5: Politica – La lezione tatarelliana (U. Magni), Il debito? E’ colpa della costituzione (G. Mariniello).
- Pag.6: Aforismi (Longanesi, Bastiat, Churchill, Einstein, Lord Acton, Lincoln).
Ottimo lavoro
Grazie
Giordano Bruno Guerri su Il Giornale (http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=4781):”… L’incapacità – o, meglio, la non volontà – della destra di fare cultura è palese anche nel non essere riusciti a creare su internet dei siti, blog, forum diversi da quelli dei partiti, spesso stantii come i loro giornali. È lì, su internet, che si forma il pensiero giovanile, anche quello politico, ed è lì che manca un pensiero della destra sollecitato e promosso dalla destra stessa”.
A leggervi non mi sembra proprio!
L’insipienza culturale di questo centrodestra è evidente, ci siamo sgolati per denunciarla, ma la classe dirigente preferisce mettere la testa sotto la sabbia…
Ma GBG doveva pensare ai libri, ai giornali, al cinema, non ai blog. Ha toppato
Hai ragione Umberto, questo centro-destra è avvilente dal punto di vista culturale, politico e anche umano.Sì umano.A vedere chi ne fa parte, vien voglia di non votare (cosa che ho fatto alle ultime elezioni). Non c’è un pensiero di riferimento, i nomi stessi (“forza italia”) fan cadere le braccia.Quando sento Alemanno sembra di ascoltare un socialista. Questa cosa poi di chiamarlo centro-destra poi è già di per sè un imbroglio.In un paese normale c’è la sinistra e c’è la destra. Punto.Ma ci vorrebbe il maggioritario anglosassone.. Il cambiamento può venire soltanto dai giovani, da chi conosce la potenza culturale e comunicativa dei blog, da chi guarda oltreatlantico, alla right nation, ai think tanks, dove il pensiero vive e si forma, mentre in Italia si soffoca. L’Italia sarà un paese normale quando ci sarà una grande sinistra laburista e, a destra, un grande partito che guardi ai repubblicani, ai conservatori inglesi, australiani e neozelandesi, come modelli culturali. C’è qualcuno che vuole darsi da fare?Magari per riempire il caos in cui versa il nostro paese (perchè l’impressione è che siamo nel caos.Ha ragione Mieli, ieri sera da Ferrara su La7.A primavera ci sarà l’offensiva talebana.Noi cosa facciamo?Le giovani marmotte a Kabul?). Ci vorrebbe un comitato di volenterosi e determinati che si impegnasse a costo di mettersi contro l’attuale centrodestra e Berlusconi stesso (un residuato, come Prodi), e lavorasse per creare quello che vorrei si chiamasse Partito Nazionale Conservatore.Un nome da partito di un paese normale.
Caro Antonio, non posso non condividere il tuo sfogo. Pensa che io, con la mia attività politica sul territorio, mi devo confrontare con questo scenario tutti i giorni.
Sul non-voto però non ti seguo. Il centrodestra è quel che è, lo so. Ma non votando alle ultime elezioni hai dato un aiuto inconsapevole alla ex-maggioranza. Ti capivo se magari avevamo davanti Tony Blair o Bill Clinton, ma davanti al Prodi-Bertinotti dovevi turarti il naso.
Il nostro orizzonte culturale è quello della Right Nation, ma in Italia non abbiamo avuto nè la Thatcher nè Reagan: a pensarci neanche Kohl.
La svolta che tu auspichi va costruita con una battaglia culturale su tutti i fronti: bioetica, islamofascismo, libertà economica.
Il maggioritario inglese è un miraggio, anche per la complessità delle cultura politiche che ispirano il nostro scacchiere politico.
Ti lancio un invito: lascia perdere lo scoramento, la delusione, le incazzature.
Cominciamo a costruire insieme il Partito dei Moderati, dei Conservatori e dei Riformisti, e non possiamo che farlo partire da discussioni ragionevoli e argomentate.
Gente come Marcello Pera, Sandro Bondi, Roberto Formigoni e tanti altri lottano per questo, non siamo completamente soli.
Oltre Forza Italia, oltre la Casa delle Libertà (esperienza bella che finita): non puoi non essere della partita.
Hai ragione, indubbiamente il mio pessimismo è eccessivo, un po’ cosmico e probabilmente è dettato da un utopismo di fondo.Ma,davvero, quando guardo a cosa c’è in altri paesi e poi rivolgo lo sguardo all’Italia mi vien da piangere. Anch’io sono pronto a darmi da fare, anche se l’impresa è titanica. Mi arrabbierei dopo due minuti, ma bisogna che qualcuno cominci a dare un segnale. Sul partito unico della destra sono pessimista. Sia sul fatto che si farà (avrebbe senso solo in un sistema maggioritario o proporzionale con 3-4 partiti principali come in Germania) sia sul come si farà. I nomi e le definizioni che si usano per descriverlo non mi piacciono già in partenza.Ma forse, tornando al discorso iniziale, pretendo troppo…Basta che si proponga di fare politiche liberiste e conservatrici. Perchè l’impressione (non solo mia, ma anche di Micklethwait e Wooldridge in “The Right Nation”) è che i partiti di destra europei sono politicamente e culturalmente alla sinistra dei democratici americani.
Concordo in pieno col pensiero di Antonio, anche se turandomi il naso ho votato per Forza Italia alle passate politiche. Ma vedi Umberto la pia accettazione non può coincidere con una tacita rassegnazione: dieci minuti dopo lo spoglio delle schede, già si riparlava di riconteggio. Una proposta balzana, che talvolta ritorna a serpeggiare negli ambienti dei berluschini.
Non prendiamoci in giro ragazzi: parliamo tanto di blog, di rivoluzione dal basso, di modello americano della right nation, ma in Italia non ci sono le basi per queste cose. I giornali sono nelle mani di piccole consorterie, per non parlare della classe dirigente! Quale Bondi e Bondi! In un paese normale ci sono i Sarkozy, i Cameron, i Mc Cain, i Giuliani, i Kohl, le Merkel, le Thatcher, gli Aznar. La legge elettorale non può essere perennemente un disastro, così come il bicameralismo perfetto non può determinare la sorte politica dei governi! Sono gli uomini che non valgono nulla. Da noi le sorti del governo le decide ancora monsignor Andreotti, vi pare possibile? Il peso dei blog oggi è del tutto irrilevante, così come marginali sono le critiche al sistema. Se poi le forze antisistemiche vengono cooptate nella rissosa aria della maggioranza, allora spiegatemi che senso ha questa assurda Seconda Repubblica.
Vedi Antonio, facendo attività politica ho maturato nel corso degli anni non la rassegnazione di cui parla Giuseppe, ma lucido realismo.
Ho capito che questo bipolarismo non vale un cavolo nè un fico secco, che non si governa l’Itali con il 50,1% dei voti, che della cultura e dei processi politici internazionali non frega niente a nessuno.
Viene da piangere anche a me guardando Obama, Sarkò, la Merkel, Bush, lo scrivo quotidianamente sul blog.
Ecco la necessità di andare oltre per costruire quello che dici, che non potrà mai essere come il GOP o il Partito Conservatore thatcheriano perchè noi non abbiamo mai avuto le basi culturali per costruirli. Noi ci dobbiamo confrontare con Diliberto, mica con Hillary Clinton.
Ma questo non ci deve scoraggiare. Il nostro è un imperativo categorico: costruire il Partito dei Conservatori e dei Moderati.
Non sarà un partito perfetto, non avrà Sarkozy o Giuliani come leader, ma ognuno ha i governanti che si merita.
Dobbiamo superare questo scenario politico da Repubblica poco democratica del Congo. Cominciamo noi a combattere l’egemonia culturale dei rossi, a dare la scossa al mondo dei partiti con i convegni, articoli, conferenze come han fatto in America.
Li hanno costruito 40 anni di dominio, la Right Nation, noi invece rischiamo di ritrovare in Forza Italia chi grida ancora ai brogli elettorali e non sa cosa sia la Consob.
Un saluto
Due questioni vorrei sollevare all’attenzione vostra e dei lettori: l’ipotetico partito delle libertà non avrebbe eguali in Europa e, così com’è stato concepito, dovrebbe ospitare nell’ordine democristiani, post-missini, liberali, clericali, laicisti radicali di destra, socialisti azzurri, craxiani e neocentristi. Una casa comune così concepità è un casino. Che poi l’Italia sia il paese di Machiavelli, dove i principi tendono a usare veramente qualsiasi mezzo per giungere al fine agognato (il potere), non v’è dubbio.
Questa iniziativa editoriale, lo ricorderete, parte da postulati solidi per dare una base strutturale ad una visione conservatrice del paese. Ciò detto Umberto, non parlerei di egemonia rossa nel mondo della cultura, quanto di sistematica occupazione dei ruoli chiave nella diffusione del pensiero. La differenza è aleatoria, ma fondamentale. Teniamolo presente: la destra esiste ed è diffusa nella forma mentis popolare, si tratta soltanto di liberarla dal cantuccio ideologico in cui i marxisti l’hanno relegata.
Il discorso sul Partito della Libertà potrebbe essere rivolto anche al costituendo PD. Con una differenza fondamentale: da noi gli elettori si sentono già parte di qualcosa di più grande del loro orticello partitico.
C’è già una Carta dei Valori redatta da Nando Adornato: è stata rimessa nel cassetto purtroppo.
Vedi Giuseppe, non pretendo di costruire un partito omogeneo e omologato, che mai esisterà. La pensano tutti nello stesso modo i repubblicani, i conservatori, i gollisti, per non parlare della DC?
No di certo: le nostre diversità si ispirano comunque al principio cardine della libertà in tutte le sue forme.
Era un progetto, il Partito dei Moderati, che stava per essere realizzato, c’è mancato pochissimo.
Ora non è più proponibile, lo sarà per un bel pezzo.
Non dico di far convivere insieme Storace e Tabacci certo, ma chi si ispira ai valori fondamentali del PPE sì.
Te lo assicuro, non c’è altra strada che questa, ma va preparata anche con la nostra battaglia culturale. Se i politicanti, cosa diversa dai politici, non ci seguiranno, cavoli loro.
Anche perchè gli odierni contenitori stanno per morire, il quadro politico è in fase di assestamento. Continuare così non serve a nessuno.
Mi sembra in definitiva che il problema in questione sia la classica contrapposizione fra ottimismo della volontà e pessimismo della ragione.Il fatto è che sta a noi porre le basi per sviluppare un ottimismo sia della volontà che della ragione. Insomma, nel nostro piccolo diamoci da fare!
Volontà oppure ragione? All’Italia servono entrambe.
http://www.radioboville.blogspot.com
Ciaooo,stò cercando di sviluppare un blog giornale in cui gli articoli sono scritti dai blogger WordPress (o al limite se non hai tempo posso scriverti io un’articolo prendendolo dal tuo blog e rimandandolo al tuo blog…).
Il blog giornale nasce con l’intento di dare maggior visibilità al tuo blog e alla gente che cerca in rete la possibilità di trovare articoli di maggiore qualità in un’unico posto (visti i migliaia di blog che nascono ogni giorno…).
Se ti và uno scambio link col blog giornale contattami pure.
ti ringrazio anticipatamente e a presto
http://www.giornale.fm
Complimenti ritardati!
Grazie per gli aforismi ragazzi!