Gennaio 22, 2007

Riformisti mancati

(A CAUSA DI ALCUNI INCONVENIENTI TECNICI IL TERZO NUMERO DI FRONTIERA OVEST ESCE IN FORMA RIDOTTA E IN RITARDO RISPETTO AL CONSUETO APPUNTAMENTO QUINDICINALE. CI SCUSIAMO CON I NOSTRI LETTORI E DIAMO APPUNTAMENTO A TUTTI AL QUARTO NUMERO CHE SARÀ ONLINE IL PROSSIMO 16 FEBBRAIO).

RIFORMISTI MANCATI di Umberto Magni

E così Nicola Rossi se ne è andato, silenziosamente, senza urla né strepiti, come si addice al suo aplomb british. “Sul terreno riformista la sinistra ha esaurito tutte le energie”: ecco la motivazione, che fa emergere lucidamente le mille contraddizioni della coalizione prodiana. La decisione di Rossi va inquadrata in un contesto di riflessioni culturali molto articolato che l’economista pugliese ha compiuto nell’ultimo quinquennio. Di certo, le dimissioni di Rossi dai Ds mettono la parola fine sul sogno, condiviso anche da chi si riconosce come me nello schieramento di centrodestra, di avere finalmente in Italia una sinistra liberale, moderna e riformista; ora siamo passati dal sogno all’utopia. Chi ci rimette, in primo luogo, è lo sgangherato bipolarismo nostrano, che soffre per la mancanza di un centro-sinistra di stampo europeo, ancorato ad una solida cultura politica riformista. Ne risulta che il baricentro della coalizione guidata da Romano Prodi sia più l’area antagonista bertinottiana che il corpaccione del costituendo Partito Democratico. (continua a leggere)

IN QUESTO NUMERO:

  • Pag.1: Politica - Riformisti mancati (U. Magni).
  • Pag.2: Esteri - Il leone e la spada (P. Chiartano).
  • Pag.3: Cultura - Quando lo stato decide la storia (L. Ponticelli).
  • Pag.4: Aforismi (Hayek, Smith, Rosmini, Giolitti, De Kerkhove, Friedman).

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